Sguardi di riconoscenza e di gratititudine
Carissimi parrocchiani tutti, sento uno sguardo che sento trepidante in questi giorni. Da quando il Vescovo mi ha chiesto la disponibilità di un cambio di servizio pastorale, il pensiero è andato inevitabilmente al cammino condiviso in questi 12 anni per il versante di Domegge Vallesella e Grea e 7 per Calalzo. Proprio nel 2019, alla viglia del passaggio nell’ accogliere anche Calalzo, nel bollettino parrocchiale scrivevo sulla necessità di uno sguardo nuovo che bisognava avere e affinare.
Ecco, proprio l’immagine dello sguardo sento di riprendere ora per arrivare a tutti voi nel salutarvi. Pongo lo sguardo sul volto bello fecondo e significativo di queste comunità che ho amato e ho cercato di servire nello spirito del Vangelo, pur con i miei limiti e difetti. Abbiamo camminato insieme, abbiamo scritto alcune pagine nuove insieme di vita comunitaria, di passi avanti nel sentirci sempre di più comunità. Non tutto sempre è stato facile, eppure è stato un percorrere tragitti significativi, talvolta nuovi, qualche volta faticosi, talvolta più chiari e nitidi cercando di rimanere fedeli al mandato di Gesù che è quello di volerci bene, di gareggiare nello stimarci a vicenda. Se in qualche modo ho mancato in quest’ultima “gara” che ammette tra noi il Signore, se non sono stato esempio di carità, di cura, di pazienza di attenzione ai doni di tanti di voi, chiedo quella comprensione e quel perdono che sempre chiediamo al Padre quando ci raduniamo nel momento più importante della vita di una comunità cristiana che è la celebrazione dell’Eucaristia.
Lo sguardo allora si allarga e si pone sui tanti collaboratori con i quali ho condiviso questo tratto di strada. È uno sguardo ammirevole, grato e riconoscete perché ci siete stati, per aver accolto le mie proposte per aver talvolta dovuto pazientare con esse perché non sempre immediate.
Grazie ai sacrestani a chi vive e collabora per il decoro e la pulizia delle nostre chiese, ai catechisti primi collaboratori del parroco nell’annuncio del Vangelo ai tanti collaboratori che con generosità hanno detto il loro si alle varie proposte, ai cantori dei cori, ai chierichetti ai giovani che ho avvicinato in questi anni con i quali abbiamo condiviso momenti belli con i campeggi a San Marco, l’acr e ora il grest. Attimi di vita che mi auguro possano restare nel bagaglio della loro vita.
Lo sguardo poi si pone sui tanti incontri vissuti, sulle confidenze avute che sono diventare preghiera, amicizia, speranza. I vari momenti poi nei quali ho potuto accompagnare tanti bambini a diventare figli di Dio nel Battesimo, ai bambi e ragazzi accompagnati nell’ avvicinarsi ai sacramenti della Confessione, Prima Comunione e Cresima. Agli sposi che ho avuto la gioia di unire in matrimonio. Ai tanti defunti che in 12 anni ho salutato e affidato al Signore alla vita eterna. Lo sguardo ultimo, quello più intimo, va al Signore che ancora una volta si mostra nel mio cammino con il suo stile imprevedibile. A Lui il grazie per avermi accompagnato in questi anni fecondi di bene, per avermi affidato a voi come umanità preziosa e ricca nella quale ho cercato di portare il messaggio di Gesù. In alcuni momenti avrei dovuto, forse, rilanciare di più, in altri forse meno, affidiamo questa pagina al Signore, pronti ora a scriverne un’altra.
Il passaggio, questa chiamata del Vescovo a vivere un altro servizio per il prete è e deve essere una possibilità contemplata. Rientra in quel servizio di obbedienza e di disponibilità che si dà per il bene della Chiesa e della Diocesi. Così ho cercato di viverlo e così siamo chiamati a coglierlo. Vivete con sguardo di disponibilità e generosità il tempo futuro che si apre, accogliendo i nuovi parroci che il Vescovo invia a queste care comunità.
Partire è un po’ morire dice un detto…credetemi è un po’ così, ciò nonostante quello che non morirà sono le pagine scritte insieme, le persone e i momenti di vita condivisi. Quelli restano per sempre come sempre resterà grato e riconoscente il fare memoria di ciascuno di voi di queste comunità e la gratitudine al Signore per essere stato vostro parroco.
Con affetto, don Simone